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Casacchina con manica a kimono

24 Mag

Questo tipo di manica riduce notevolmente il lavoro in fase di cucitura perché ogni sua metà è tutt’uno con la base anteriore o posteriore dell’indumento. Per rendermi il lavoro ancora più facile, ho disegnato per il cartamodello una base riproporzionata, con i cugni chiusi su carta e non su stoffa. La casacchina è di cotone leggerissimo, con uno scollo a barchetta molto ampio… mentre cucivo mi vedevo già in spiaggia! 

I pantaloni jeans, invece, li avevo già realizzati l’estate scorsa, finiti di cucire in fretta e furia la sera prima della partenza per le ferie. Mi hanno accompagnata per tutta la vacanza, mare e montagna, superando anche il lavaggio in lavatrice. Anche in questo caso la stoffa è leggera e li ho disegnati più larghi che ho potuto per farli ancora più freschi.

Notare infine, quant’è bella la mia assistente, la signorina Dora, mentre, conscia del suo ruolo, per l’appunto, mi assiste.

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Pantaloni a zampa

24 Mar

O forse sarebbe meglio scrivere “a zampetta”, dato che non si possono definire propriamente a zampa di elefante.

Tessuto: pura lana… a quadri!

Quando si lavora con i quadri bisogna, prima dell’appoggio su stoffa del cartamodello, disseminare gli stessi di spilli.

Disegnando i cartamodelli con il sistema dei quarti (1/2 del davanti – 1/2 del dietro per un totale di 4 parti) l’appoggio si fa sul tessuto messo doppio, con i quadri che devono coincidere o-v-u-n-q-u-e, anche se sono poco evidenti, come in questo caso.

Altrimenti quando si monta il capo, sulle linee di congiuntura, il disegno della stoffa risulta sfasato e si prorompe in un grido d’orrore.

In breve, solo la… ehm… quadratura dei quadri è una fatica, ma se la si fa bene l’effetto finale è professional.

Ora basta, però, con la lana, che sento già aria di mare!

Quando fa freddo

25 Gen

Sono giornate fredde.

Mi fanno venir voglia di dormite, tè, film, letture e… pantaloni di lana!

Vi riporto un brano dell’ultimo libro che ho letto. Dei romanzi di Paasilinna mi restano nel cuore, ogni volta, le foreste, il freddo, l’umanità dei personaggi e l’enorme quantità di alcol bevuto… tanto per ricordarmi che questo di Roma non è il freddo vero!

Buon calduccio a tutti!

***

Se ne stettero nella pace di quel mondo silente, godendosi l’estate e conversando dei problemi del vivere umano mentre osservevano la natura. Ogni tanto prendevano un goccio di vino, sedevano sul pontile con le lenze in mano e fissavano il lago. Il colonello Kemppainen si stupì della maniera singolare che aveva Rellonen di sprecare gli alcolici: appena la bottiglia era vuota per due terzi, vi rimetteva il tappo e, se il vento tirava dalla riva, la lanciava nel lago. La bottiglia prendeva il largo beccheggiando, per raggiungere prima o poi la riva opposta. La traversata era di qualche chilometro, e il mittente di quel messaggio alcolico non poteva sapere dove sarebbe approdato.

“Quasi tutti i proprietari di case qui fanno la stessa cosa. E’ prassi lasciare un terzo in fondo alla bottiglia prima di rimetterla in circolo”, spiegò Rellonen.

Il colonnello non si capacitava ancora di quello spreco. L’alcol in Finlandia è caro: come si poteva gettarlo in
acqua?

Rellonen spiegò che si trattava di un metodo ben sperimentato di mantenere buoni rapporti coi vicini. Qualcuno l’aveva iniziata un po’ per caso già da qualche tempo. Dall’estremità del suo pontile la prima bottiglia era stata vista galleggiare con il suo carico alcolico sette anni addietro. Cognac Charante, di ottima qualità. Era giunto veleggiando a perfetto proposito una mattina di agosto per alleviargli i postumi di una sbornia. Appena la rivendita di alcolici aveva aperto, Rellonen aveva pagato il suo debito con il lago dell’Ebbro.

Di tanto in tanto, e sempre più frequentemente negli ultimi anni, sulla riva erano comparse altre bottiglie. L’abitudine poco alla volta si era propagata su tutte le sponde del lago. Ma di questo non si faceva parola, era il tacito segreto dei vacanzieri del lago Ebbro.

“L’estate scorsa ho ricevuto tre bottiglie di sherry e, poco prima che il lago ghiacciasse, una bottiglia di vodka e una di acquavite. Erano così piene che galleggiavano a stento. Cose così ti scaldano il cuore. Ti fanno credere che dall’altra parte del lago viva un’anima gemella, un generoso amante del buon cognac, o anche un accanito bevitore di vodka, che abbia avuto un pensiero per un amico sconosciuto sull’altra riva.”

***

Arto Paasilinna – Piccoli suicidi tra amici

Pantaloni a palazzo

19 Ott

Pantalone a palazzoPantalone a palazzoEcco due pantaloni a palazzo che ho cucito la scorsa estate.

Il pantalone bianco è di lino ed ha la vita abbassata rispetto all’altro, quindi i cartamodelli differiscono un poco fra loro, misure a parte.

Per entrambi la chiusura lampo invisibile è posizionata sul dietro.

Questo modello di pantalone sta bene veramente a tutte.