Ricetta Rigenerante

2 Apr

Ingredienti per 1 persona:
1 mattina con il sole di un giorno prefestivo
1 villa storica bellissima e accogliente
1 sottofondo di cinguettii e corse sui prati
1 libro caro al cuore
1 gustosa colazione in un posticino tranquillo dove ci si possa fermare a leggere
1 mostra e/o 1 museo capaci di suscitare stupore
e se si vuole esagerare
Q.B. di shopping sofisticato in un bookshop museale.

Questa è la sua versione tipicamente romana, ma la ricetta è personalizzabile in base ai propri gusti, ai prodotti locali e a quel che offre la stagione.

Io ho miscelato con cura un sabato mattina di febbraio, L’ora del tè di Alexander McCall Smith e Villa Torlonia che da sola mi ha fornito: i prati, la Casina delle Civette, la mostra sulle ceramiche di Gio Ponti al Casino dei Principi, La Limonaia per la colazione ed il bookshop museale.

Essendo arrivata presto, troppo perché La Limonaia fosse aperta, per prima cosa ho visitato l’esposizione Gio Ponti il fascino della ceramica.
Gio Ponti era l’architetto milanese a cui nel 1923 fu affidata la direzione artistica della Società Ceramica Richard-Ginori.
La produzione della fabbrica all’epoca languiva limitandosi alle imitazioni e Ponti la rivoluzionò traendo ispirazione dall’arte antica, dalla prospettiva rinascimentale, dal Palladio e dal Neoclassicismo, ideando ceramiche di altissima qualità, bellissime, moderne ed ironiche.
Nel 1925 a Parigi la giuria dell’Esposizione Internazionale di Arti Decorative conferì alla ditta italiana il Grand Prix ed al prestigio si unì il successo commerciale perché la vendita del campionario fu straordinaria.
A questo proposito ho trovato molto istruttivo scoprire che il metodo di lavoro che Ponti introdusse nella Manifattura di Doccia non si limitava all’aspetto creativo, ma comprendeva lo studio della grafica dei cataloghi, degli annunci pubblicitari, delle etichette dei prezzi, dei marchi di fabbrica e della commerciabilità dei prodotti, nulla veniva da lui tralasciato. Per darvi un altro indizio su quanto fosse eclettica la personalità di questo architetto vi dirò che negli anni trenta disegnò le scene ed i costumi per il Teatro alla Scala.
Comunque, le opere esposte al Casino dei Principi erano davvero molto belle, alcune soprendenti. La coppa nella foto è inititolata Circo, è di porcellana bianca e oro con decoro nero e grigio.

Tornando alla mia gita, poco prima delle undici sono andata a fare colazione: una fetta di torta al cioccolato e un cappucino con cacao.
Il locale de La Limonaia è molto carino e luminoso, anche se un po’ caro. La musica non è invadente e il cappuccino è diverso dal solito. Molto buono.

Mi sono fermata un’oretta assaporando l’esperienza della lettura al tavolino, in una mano L’ora del tè, nell’altra il cappuccino.
La serie di romanzi con protagonista Precious Ramotswe è in assoluto la mia preferita. Ogni romanzo, puntualmente, mi commuove, non perché le avventure di questa investigatrice siano tristi, anzi, ma perché Alexander McCall Smith regala sempre qualche riga di pura saggezza.
I casi su cui la No.1 Ladies’ Detective Agency deve indagare sono solo un pretesto per conoscere meglio l’ambientazione africana in cui si muovono i personaggi. Non so che darei per prendere il tè in Botswana con la signora Ramotswe e la signorina Makutsi, di cui, devo confessarlo, sono appassionatamente innamorata!
Ecco un dialogo fra le due tratto dal romanzo, tradotto da Stefania Bertola.

“Vado a sgranchirmi le gambe” disse alla signorina Makutsi. “Sono stata seduta per troppo tempo.”
La signorina Makutsi sollevò lo sguardo dalla lettera che stava leggendo. “E’ un’ottima idea, signora. Se non si sgranchiscono le gambe, il sangue finisce tutto nei piedi e non ne resta abbastanza per la testa. Per questo molte persone sono stupide. Hanno troppo sangue nei piedi.”
La signora Ramotswe fissò la sua assistente. “E’ una teoria interessante, signorina Makutsi. Ma non sono sicura che sia del tutto fondata. Conosco persone molto intelligenti che stanno quasi sempre sedute. Pensi all’Università del Botswana. Lì le persone passano tutto il giorno sedute, ma sono molto intelligenti. E’ evidente che al loro cervello affluisce abbastanza sangue. No, signorina, non credo che le due cose siano correlate.”
La signorina Makutsi fece una smorfia. “Non le conviene mettersi contro la scienza” bofonchiò. “In molti hanno commesso il suo stesso errore.”

Prima di mezzogiorno sono entrata nella Casina delle Civette, che non manco mai di visitare perché le sue vetrate artistiche donano una luce speciale agli ambienti ed io ogni volta immagino di arredare a piacer mio le stanze.
Potete ammirare quest’edificio fatato nella prima foto e se non ci siete mai stati andate perché, almeno qui a Roma, non c’è nulla di simile!
In fine sono passata a trovare i gatti. Villa Torlonia ospita una colonia felina accudita, quindi dietro i cespugli, qui e là, nasconde dei piccoli comprensori, dei gattocondominii abitati da mici soddisfatti e pasciuti, dalla sfericità giottesca.

Ehm… Sì, sì, naturalmente ho fatto anche una capatina al bookshop.
Ecco il link al sito dei Musei di Villa Torlonia.

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Una 1/2 ruota a quadri

29 Feb


Ecco la gonna di cui avevo scritto nel post precedente. Si tratta di una mezza ruota di lana a quadri. Ho disegnato il cartamodello con lo stesso procedimento illustrato qui sul blog: ecco il link al post.

Anche per la fodera il cartamodello è quello della mezza ruota. Avrei potuto usare meno stoffa per foderare disegnando un apposito cartamodello per gonna svasata, ma volevo che la mia gonna fosse ben sostenuta, quindi ho realizzato un identico modello di fodera, lunghezza a parte.

In questo caso i quadri sono obliqui, ma il dettaglio non li ha resi meno antipatici del solito in fase di lavorazione.
Prima dell’appoggio del cartamodello sulla stoffa ho comunque dovuto disseminare di spilli il tessuto messo doppio, stando ben attenta a fissare uno sull’altro i quadri fra loro corrispondenti.
Ci è voluto del tempo, ma era l’unico modo di procedere affinché poi le righe combaciassero perfettamente lungo le cuciture laterali.

Birdwatchers della domenica

24 Feb


Ehhh, lo so, è tanto che non scrivo sul blog… ma nelle passate settimane è successo di tutto.
Poco o niente di positivo. Sto ancora aspettando che la fortuna giri.
Ho terminato una gonna per me, ma non ho trovato il tempo per posare per il relativo servizio fotografico. 😀

Intanto vi presento i miei vicini alati. In realtà sono molti di più gli uccellini che frequentano il terrazzo di casa, ma questi quattro richiamano la nostra attenzione se non trovano le briciole e non hanno paura, nemmeno di Dora e Bia che rimangono ferme come statue pur di poterli osservare da vicino.

Certo se non ci fosse il vetro a separarle da loro sarebbe un’altra storia, ma non potendo fare altro, si dedicano al birdwatching. E sono diventate bravissime.

Partendo da sinistra in alto e procedendo in senso orario ecco a voi Ginger, Milord, Navarre e Isabeau.

The big white

6 Feb

Nella neve, così insolita qui a Roma…

c’è chi ci si tuffa e torna lupo…

e chi non sopporta nemmeno di metterci le zampette!

A Very Scary Christmas

25 Gen

My first Christmas
A Christmas-themed horror movie by Bia,
the youngest star ever at Rosmillario Productions!

L’antolozia di Erich Mühsam

19 Gen


Ahimé, ignoravo Erich Mühsam e invece penso che certe storie debbano essere sempre tenute a mente perché è sconvolgente con quanta forza e coerenza alcuni riescano a condurre le proprie vite.

Erich Mühsam nasce a Berlino nel 1878 in una famiglia ebrea, poeta, attivista politico, cabarettista, pacifista, direttore di una propria testata giornalistica viene impriogionato più volte fino alla morte per impiccagione nel campo di Oranienburg nel 1934.

Vi risparmio i dettagli sulle terribili torture che ha sopportato senza smarrire il proprio pensiero e la propria identità perché mi hanno reso dolorosa la lettura di questo libro e vi presento, invece, le sue zie.

Ho trovato questo libricino La psicologia della zia ricca, le nubi edizioni, in un negozio di cartotecnica e, attirata dal sottotitolo Un’antolozia di 25 monografie che contribuisce alla soluzione del problema dell’immortalità e dalle pagine in carta riciclata, l’ho aggiunto alla mia spesa di portamine e colori.

I brevi racconti narrano le vicende di venticinque anziane ziette, prensentate in ordine alfabetico insieme ai loro avidi nipoti. La premessa dell’autore spiega la teoria alla base della narrazione: “[…] nel presente libro le prove dell’esistenza di una intera categoria della specie umana che è immune dall’abbraccio letale della Comare Secca: è la categoria delle zie ricche di cui si attende l’eredità”.
Io sono rimasta sorpresa dall’arguzia e dalla maestria con cui Mühsam articola la sua prosa, ben tradotta da Marzia Mascelli. Tanti dettagli in così poche parole! Bisogna essere davvero bravi.
Non tutti i ritratti tracciati mi sono piaciuti in egual modo, ma alcuni sono delle vere chicche, segue l’incipit di Zia Henriette.

Vien da sé che tra venticinque zie ricche da eredità ve ne sia una pittrice. La pittrice cui mi riferisco è Zia Henriette. La sua occupazione consisteva unicamente nel dipingere e nel dormire. Sovente, esercitava le due attività nello stesso momento. Dipingeva non soltanto paesaggi, nudi maschili, fiori e altri ritratti, ma anche sé stessa. Sarebbe stato difficile, altrimenti, spiegare il singolare colore del suo viso. Ella, via via che sfrontate vi irrompevano le rughe, ritoccava con abilità il volto ed esso cangiava in tutti i colori del mondo. Il lilla, soprattutto, spiccava. Lilla era anche il suo abito. Il lilla, lei diceva, era il suo colore carnale. Se questo accostamento fosse giusto, non ebbi mai occasione di provarlo.
Dicevamo che Zia Henriette, quando non dipingeva, si teneva occupata col sonno. Che camminasse, fosse seduta, in piedi o distesa, in ogni caso ella dormiva. E agli spassionati i suoi quadri apparivano senz’ombra di dubbio come opere dipinte nel sonno.

Stupendissimo 2012 a tutti!

11 Gen

Il mio ritorno postvacanziero alla tecnologia è coinciso con la lettura del report annuale di WordPress e il piacere di sbirciare sulla provenienza geografica di chi mi legge.
Non ho mai osato aggiungere un widget che a qualcuno potesse sembrare troppo… impiccione, ma la curiosità è sempre stata tanta.
Certo questo è un blog tipicamente personale e solo in lingua italiana, quindi senza troppe pretese e dai piccoli numeri, ma chi scrive si domanda sempre chi leggerà…
Qui sopra vedete lo screenshot della cartina, magari qualcuno di voi si riconosce e si palesa via commento. Eh? Eh? 😉
 
Comunque, voglio ringraziarvi per avermi prestato attenzione, anche solo silenziosamente.
Grazie a chi è diventato Follower e alle persone che hanno lasciato un commento o inviato un’email, ne ricambio l’affetto. Grazie a chi mi segue come fan su Facebook, che ha accettato o cercato la mia amicizia, ne sono lusingata. Ringrazio anche i miei contatti su Twitter e Google+, mi sono ripromessa di esserci di più.
Se poi decideste di partecipare alla graditissima corsa al commento, queste a destra sono le persone da battere. 😀

Chiudo questo post un po’ zuccheroso, ma molto sentito, augurandovi di cuore un 2012 alla Derek Zoolander e cioè “bello bello in modo assurdo”!

Sacchetto con yo-yo

22 Dic

Solo 14 cm per 17 cm di cotone colorato. Brevi momenti per piccole cose.
Dove lavoro ora, quello di Natale è uno dei periodi più intensi.
Alla stanchezza si sommano preoccupazioni tutte nuove che mi donano un’intensissima espressione alla Dr. Drake Ramoray.
Per questo le idee rimangono nei cassetti insieme alle stoffe e devo accontentarmi di briciole di tempo. Verranno tempi migliori, forse.

Tovaglietta on demand

14 Dic


Tovaglietta in cotone, doppio strato, con ricamo personalizzato. 45,5 per 32 cm.