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Blue bridesmaid dress

15 Nov

Prima di tutto i miei ringraziamenti ad E., the girl in the picture, che per fare onore al mio lavoro si è prestata ad un vero servizio fotografico.

Passatemi la divagazione cinematografica, non dico che sulle rocce del molo di Porto Badino (Terracina) E. abbia rischiato tanto quanto Joan Fontaine in cima alla scogliera ne Il sospetto (Suspicion-1941), ma di sicuro, visto il vento, ha messo a repentaglio le proprie caviglie.

Un sentitissimo grazie anche a chi ha scattato le foto!
Mi ha fatto un grande regalo facendomi sentire molto orgogliosa.

L’occasione era di quelle speciali: E. testimone al matrimonio di V., sposa bellissima in un afoso pomeriggio di luglio.

Per la proposta del modello da bridesmaid sono partita dal film Espiazione (Atonement-2007) perché Keira Knightley mi piace ed assomiglia un poco ad E., anche se E. è più bella.

Il film tratto dal romanzo di Ian McEwan è uno di quei drammi da cui ci si riprende solo dopo un paio di giorni di muta costernazione e il vestito verde di Jacqueline Durran indossato dalla Knightley è davvero splendido.

E. era d’accordo con me e siamo andate a fare acquisti.
Come stoffa abbiamo scelto un crêpe di seta, utilizzandone, però, come dritto il retro liscio e lucido.

Fatta da me l’analisi tecnica dell’abito di Keira, l’abbiamo reso nostro.

Via la fusciacca dai fianchi: fa sicuramente molta scena, ma con tutti quei nodi sul dietro appesantiva l’insieme e camuffava le linee. Detto fra noi, credo che l’attrice bisognasse… ehm… di un po’ di volume.
Rivista la scollatura sulla schiena, troppo profonda e scomoda per la cerimonia.
Poi E. ha scelto i dettagli a lei più graditi.

Il risultato è un abito con scollo a barchetta, corpino morbido e doppio (in modo da non indossare nulla sotto), schiena scoperta, sblusato in vita, con cinta fermata da due bottoncini foderati, stretto sui fianchi fino all’inizio dei lunghi teli che sfiorano terra. Nessuna fodera.

I teli da cartamodello erano otto, ma in fase di appoggio su stoffa il telo centrale e i due laterali li ho messi su tessuto doppio per farli più ampi e ridurre il numero di cuciture. I due teli posteriori invece sono separati da un inserto triangolare.

Un accorgimento importante, ho alternato l’orientamento dei teli rispetto alla stoffa: il centrale “a testa in su”, i laterali “a testa in giù” per capirci, in modo che la luce colpisse il tessuto diversamente e con il movimento facesse un bell’effetto.

Le foto dovrebbero rendere l’idea del gioco di luce.

Per assicurare la scollatura sulla schiena ho inserito due laccetti in tinta realizzati con la coda di topo fermata alle estremità da due coprinodi da bijou. Questi ultimi erano argentati così li ho colorati con uno smalto per unghie della giusta tonalità di azzurro.

In fine ho preparato una stola lunga due metri e una pochette a sacchetto, entrambe con la stessa stoffa dell’abito, che si è comportato benissimo: ha frusciato e ruotato fino a notte senza fare una sola piega, né metaforica né letterale!

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Vestito a teli di lino viola

16 Ott

Fotografato appena in tempo per l’ultimo sole, ecco a voi un abito a teli. Il cartamodello non è difficile, ma occorre più stoffa del solito. Vestitino svasato e fresco, pensato per il dopospiaggia.

Il dopospiaggia!
Ah! Ah! Ah!
Illusa.
Quest’anno il mare l’ho visto solo un paio di volte. Prima niente bagni, poi niente raggi.

E non è finita: il polso dovrà rimanere coperto fino al prossimo giugno onde evitare che la cicatrice si colori dandomi l’aria di una donna dal passato… oscuro.

Cupo come in un film noir.
Agitato come il lino del vestito, che puoi stirarlo fino a svaporarti pure tu, è inutile, non si placa.

Variazioni sul tema

18 Mag


Per la serie “fino all’ultimo scampolo” ecco una minigonna realizzata su richiesta di the girl in the picture con la stessa stoffa della mia gonna a mezza ruota, fotografata un paio di post fa.

Il modello è quello di una gonna dritta, a cui in fase di prova ho tolto l’imbastitura dei cugni sul davanti, in modo da eliminarli in cucitura rendendo la mini più comoda.

A questo proposito un assioma fondamentale in sartoria afferma che i cugni sul davanti si possono togliere, i cugni sul dietro no, perché ne va della “carineria delle forme”. 😉

Per chi avesse notato e compreso la mia assenza, la situazione è ancora difficile, ma il peggio dovrebbe essere passato.

Una 1/2 ruota a quadri

29 Feb


Ecco la gonna di cui avevo scritto nel post precedente. Si tratta di una mezza ruota di lana a quadri. Ho disegnato il cartamodello con lo stesso procedimento illustrato qui sul blog: ecco il link al post.

Anche per la fodera il cartamodello è quello della mezza ruota. Avrei potuto usare meno stoffa per foderare disegnando un apposito cartamodello per gonna svasata, ma volevo che la mia gonna fosse ben sostenuta, quindi ho realizzato un identico modello di fodera, lunghezza a parte.

In questo caso i quadri sono obliqui, ma il dettaglio non li ha resi meno antipatici del solito in fase di lavorazione.
Prima dell’appoggio del cartamodello sulla stoffa ho comunque dovuto disseminare di spilli il tessuto messo doppio, stando ben attenta a fissare uno sull’altro i quadri fra loro corrispondenti.
Ci è voluto del tempo, ma era l’unico modo di procedere affinché poi le righe combaciassero perfettamente lungo le cuciture laterali.

Tovaglietta on demand

14 Dic


Tovaglietta in cotone, doppio strato, con ricamo personalizzato. 45,5 per 32 cm.

Shopping session consolatoria

19 Ott

Sono giorni complicati, nuovo luogo di lavoro, dall’altra parte della città, quasi due ore di viaggio solo per tornare a casa.
Il tempo per “il bello ed il salutare” che si riduce pericolosamente.
La consapevolezza di essere sotto copertura, tale e quale a Leo in The Departed (2006).
Ahi! Ahi! Che mestizia!

E allora shopping! Di quello che fa sognare ad occhi aperti…

Nuovi mobili Ikea per il mio piccolo laboratorio e gita domenicale all’Hobby Show per sollevare l’umore comprando ninnoli e stoffette!

Gonna con i cannelli

19 Set


Eccomi! Ritorno dopo due settimane di ferie non programmate, passate a poltrire, a crogiolarmi negli affetti ed a fare amicizia con la nuova macchina da cucire… bella e complicatissima.

Nella foto potete vedere la mia gonna con cannelli o cannoncini, che dir si voglia, realizzata in leggerissimo cotone nero, non grigio come il sole lo fa sembrare.

Sì, lo so, non ho finito di stirarla. Tralasciamo.

I cannelli sono due sul davanti e due sul dietro. Volevo una gonna ampia senza rinunciare all’orlo di sangallo di questo piccolo scampolo. Quindi nessuna svasatura classica, ho optato per i cannelli, che vanno giù perpendicolari senza fare alcun danno!

Quando il gioco si fa duro…

21 Lug


I’m a shooting star leaping through the skies
Like a tiger defying the laws of gravity
I’m a racing car passing by like Lady Godiva
I’m gonna go go go
There’s no stopping me

Din! Don! Dan! Don!

6 Giu

Campane a festa per il mio primo cappotto!
Miei modello, cartamodello e realizzazione. Lana e fodera di raso. Collo alla coreana, maniche svasate, fianchetti, bottoni quadrangolari. La fodera è a contrasto alla Capucci. L’abbottonatura, salendo, vira diventando laterale, ma il cappotto è fatto in modo tale da essere simmetrico una volta aperto. Ho faticato, ma mi sono tolta ogni sfizio.
Certo, devo ancora stirarlo e stirarlo e stirarlo, mi par di sentire la voce della mia cara “Maaeestraaaa!”, ma, credetemi, con questo caldo c’è voluto coraggio anche per ripescare un paio di collant da indossare nelle foto.
Il cappottino dovrà aspettare il suo momento.